Situazione antecedente il restauro
Lo strumento, di ottima fattura e indubbio interesse storico-artistico, è datato 1755 ed è opera dell’organaro Leonardo Carelli da Vallo di Lucania (oggi in Campania), come risulta dalla iscrizione rinvenuta sul pannello sovrastante la tastiera.
Il manufatto si presentava allo smontaggio in stato di totale abbandono e privo di funzionalità ma del tutto coerente e completo dei suoi elementi costitutivi: canne lignee e metalliche, somieri maestro e di basseria, crivello, catenacciatura e meccaniche dei registri, tastiera, pedaliera, due mantici a cuneo, portaventi.
Tutte le canne interne in piombo si presentavano variamente deformate ed ammaccate, tagliate in sommità per impropri interventi di accordatura, ma originali e presenti nella quasi totalità. Le canne di facciata in stagno, interamente presenti, oltre ad essere deformate, ammaccate e corrose avevano subito un prolungamento dello squarcio di accordatura. Punti di corrosione erano stati riparati approssimativamente con carta da giornale. Le canne lignee sul somiere di basseria erano ricoperte da vernice gialla e su una di esse si è ritrovata un’iscrizione attestante un intervento di manutenzione alla fine dell’800 da parte di Camillo Liguori.
Del tutto privi di funzionalità si presentavano i mantici e i somieri, le cui pellii secche e consunte non assicuravano alcuna tenuta del vento, alquanto attaccati dal tarlo tutti gli elementi lignei (in particolare il somiere maestro), piuttosto ossidate le parti metalliche relative alla catenacciatura dei tasti e alla meccanica dei registri.
Descrizione degli interventi effettuati
Lo strumento è stato completamente smontato, imballato e trasportato in laboratorio. Tutte le parti lignee sono state disinfestate e pulite a secco, per mezzo di pennelli di varia consistenza, e a umido con spatole e spugnette. Per le puliture a umido si è utilizzata esclusivamente acqua cercando di bagnare il meno possibile i pezzi.
Canne di metallo
Dopo il lavaggio con acqua corrente, i corpi sonori sono stati singolarmente rimessi in forma per mezzo di forme cilindriche in legno e in ferro e battitori in legno e cuoio; è poi seguita la fase del rilievo delle misure (lunghezza corpo, circonferenza, larghezza e altezza bocca, spessore anima) con riordino e controllo della giusta collocazione dei corpi sul somiere. Una volta accantonate le pochissime canne evidentemente disomogenee attribuibili ai sec. XIX e XX, si è passati alla progettazione e costruzione delle canne mancanti, in numero di 10 sul totale di 385, basandosi sulle misure di quelle presenti e sui diametri rilevati sul crivello. E’ quindi seguita la saldatura degli squarci sulla sommità e l’allungamento di qualche corpo mediante integrazione in lastra omogenea rispetto a quella antica per spessore e composizione della lega. Sulle canne di facciata sono presenti motivi dipinti a olio che sono stati puliti a secco. Si è infine avviato il recupero delle caratteristiche di intonazione con la prima fase dell'intonazione a bocca.
Somieri
Il somiere maestro ed il somiere di basseria sono stati completamente aperti e puliti. Tutte le parti lignee sono state disinfestate; le parti tarlate sono state consolidate con Paraloid B72 e stuccate con Araldite SV427. I ventilabri sono stati spellati, puliti, controllati nelle planarità e reimpellati con pelle di montone. I chiodi in ferro della coperta, pesantemente ossidati e troppo friabili, sono stati sostituiti da nuove viti in ferro a testa tonda a taglio. Le polpette disconnesse in coperta sono state rincollate, le molle dei ventilabri disossidate e protette alla superficie da un convertitore di ruggine, i tiranti in ottone interni alla segreta ricostruiti.
Crivello
Il crivello è stato pulito, disinfestato, rincollato e stuccato ove necessario; sono stati ricostruiti alcuni piedini.
Tastiera
La tastiera è stata pulita, disinfestata, consolidata e stuccata con Araldite SV427 ove necessario. Sono stati ricostruiti i frontalini e le copertine mancanti sulla base di quelli presenti. I laschi in corrispondenza delle guide sono stati ridotti. I tasti diatonici sono stati ravvivati e protetti alla superficie con gommalacca, i cromatici con mordente nero sulla parte in ebano e con gommalacca sulla parte in bosso. Il telaio è stato pulito e disinfestato nella parte lignea, disossidato e protetto in quella metallica, le spallette ravvivate con mordente nero.
Pedaliera
La pedaliera è stata pulita, disinfestata e stuccata ove necessario; i pedali e il telaio sono stati protetti alla superficie con gommalacca. E’ stato restaurato il collegamento alla tastiera, costituito da tiranti e catenacci.
Catenacciature
Le catenacciature della tastiera e della pedaliera sono state disossidate completamente e protette alla superficie. I tiranti in ferro sono stati riproposti in quanto eccessivamente ossidati. Il supporto ligneo è stato consolidato e stuccato con Araldite SV427 ove necessario. La meccanica di basseria, composta di tiranti in legno e catenacci in ferro, è stata pulita e disinfestata nelle parti lignee, disossidata e protetta in quelle metalliche.
Meccanica dei registri
I pomelli, tiranti e catenacci che compongono la meccanica dei registri presentavano un discreto livello di ossidazione; si è provveduto alla disossidazione tramite spazzole metalliche e protezione alla superficie mediante l’applicazione di un convertitore di ruggine.
Canne di legno
Le canne di legno sono state accuratamente pulite e disinfestate; si è provveduto alla impermeabilizzazione interna e riparazione delle fessure e degli spacchi facendo uso di colla animale e Araldite SV427; si sono rincollati i labbri e i piedini distaccati e si sono ricostruiti i piedini mancanti; si è ripristinata l'altezza originaria dei suoni per mezzo di applicazione di lastrine di piombo sulla sommità dei corpi aperti ove necessario; su alcuni corpi sonori è ancora presente la lastrina in piombo antica.
Manticeria
I due mantici a cuneo sono stati aperti, spellati, puliti e disinfestati; le stecche in faggio sono state stuccate con Araldite SV427 o ricostruite se irrecuperabili. Dopo la pulitura, disinfestazione e stuccatura delle valve si è passati al reimpellaggio: le stecche sono state incernierate con pergamena nelle pieghe interne e pelle ovina a concia naturale in quelle esterne, secondo quanto riscontrato in origine; il fissaggio delle stecche alle valve e la chiusura finale dei mantici con rombi, lunette e strisce copricoda è stato effettuato in pelle ovina. Le stanghe di azionamento e i vari elementi che compongono la canalizzazione del vento sono stati puliti, trattati con antitarlo e, dove necessario, stuccati con Araldite SV427 o reintegrati con innesti di essenza lignea omogenea. Per l'alimentazione del vento è stato installato un nuovo elettroventilatore provvisto di valvola di autocompensazione; il sistema non preclude la possibilità dell'azionamento manuale dei mantici.
Tutti gli elementi sono stati trasportati in chiesa dove si è proceduto al rimontaggio; si sono portate quindi a compimento le fasi finali dell'intonazione e dell'accordatura.
I corpi sonori hanno suggerito una pressione di 48 mm in colonna d'acqua. L’indicazione per il corista, fissato a 415 Hz per il La3 a 18° circa, è stata fornita da numerose canne lignee e metalliche. Non avendo avuto a disposizione dati sufficienti sul temperamento, si è optato per il mesotonico da 1/4 di comma, largamente utilizzato in Italia meridionale nei secoli XVII e XVIII.