Il restauro

 

Il restauro è stato eseguito dalla Famiglia Artigiana Fratelli Ruffatti di Padova in accordo con le direttive delle Soprintendenze per i Beni Ambientali e Architettonici e per i Beni Artistici e Storici della Basilicata.

Durante un lungo periodo di abbandono lo strumento aveva riportato danni consistenti causati da infiltrazioni d’acqua, da parassiti xilofagi e topi. A questi si sommavano le offese recate dall’uomo, accordature fatte “a squarcio” con il taglio delle canne alla sommità, tentativi maldestri di riaccomodare il somiere praticando fori.

Si è operato nell’intento di riportare lo strumento alle condizioni originarie di operatività e di recuperare al meglio le caratteristiche timbriche di questo prezioso organo. Le parti lignee sono state disinfestate e consolidate dove necessario; tutte le parti deperibili, e in modo particolare le pelli, sono state sostituite con pelli di pecora e agnello conciate al naturale, secondo le tecniche antiche. Il somiere, che racchiude i meccanismi atti a distribuire l’aria alle canne, è stato completamente smontato, rettificato, impermeabilizzato e poi rimontato secondo le tecniche originali, rispettando ogni dettaglio, al punto che chiodi di fissaggio delle coperte, forgiati a mano, sono stati catalogati e disposti in planimetria allo smontaggio e poi ricollocati ciascuno nella sede originaria.

 

Tutte le canne sono state rimesse in forma, riparate negli spacchi, riallungate ai corpi dove neccessario. Per quelle di facciata si è trattato di un lavoro particolarmente impegnativo poichè intere porzioni di metallo, specialmente alle “bocche”, erano ormai polverizzate. E’ stato quindi necessario innestare, con saldature piatte, porzioni di metallo omogeneo per fattura e composizione. E si è compiuta un’opera di analisi approfondita sul materiale fonico in modo da individuare le condizioni di intonazione, consta e temperamento precedenti agli interventi maldestri cui si è dianzi accennato. Si è potuto così far riaffiorare il timbro di ogni canna e si è rilevato, un sistema di accordatura che si avvicina molto al “mesotonico”, in alcune zone praticato fino al diciannovesimo secolo inoltrato.

I due mantici originali “a cuneo” sono stati impermeabilizzatj e impelati con nuove pelli di montone ed agnello. E’ stato necessario ricostruire alcuni marginali andati perduti (le stanghe, parte del cavalletto di supporto). E’ stato fornito un elettroventilatore, collegato però in modo che l’organo possa ancora essere azionato manualmente come in origine.

La cassa di risonanza infine è stata restaurata con il consolidamento delle parti lignee e la pulitura delle superfici dipinte. Le lacune sono state parzialmente integrate con la tecnica del rigatino. E’ stato necessario anche ricostruire e scolpire a mano alcune parti dei fregi intagliati che erano andate perdute.

 

Lo smontaggio dell’organo, avvenuto in data 24/11/79, ed il successivo trasferimen­to nel laboratorio dei F.lli RUFFATTI di Padova, vennero commissionati dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Basilicata che aveva da poco intrapreso i lavori di restauro della Chiesa Madre.

Per mancanza di finanziamenti, l’affidamento alla ditta RUFFATTI dei primi lavori di restauro venne effettuato solamente il 25/03/85, nell’ambito di una perizia di spesa relativa ai lavori di consolidamento e restauro della Chiesa. I lavori, finanziati inizialmente dalla Cassa per il Mezzogiorno e successivamente dall’Agenzia per la Promozione dello Sviluppo per il Mezzogiorno, riguardavano il restauro dei seguenti componenti:

1) La tastiera: dopo averla smontata e ripulita accuratamente, tutti i tasti sono stati rettificati singolarmente e riparati ed il telaio restaurato previa disinfestazione con anti-tarlo. Le punte di guida sono state disossidate e ridotti i laschi prodotti dall’uso. Si è proceduto, altresì, alla sostituzione delle placcature mancanti e dei feltri di fine corsa.

2) La Pedaliera: tutte le molle di ritorno sono state sostituite con nuove e applicati nuovi feltri a fine corsa.

3) Somieri: il somiere maestro e quello della basseria sono stati accuratamente aperti e ripuliti, le coperte e le cinture trattate con sostanze anti­tarlo, restaurate, e tutti i fori dei tarli turati per ovviare ad eventuali passaggi d’aria. Sono state rettificate le stecche di comando dei registri, i loro piani di scorrimento e le false stecche.

I separatori di canale, reincollati ove necessario, sono stati trattati con sostanze anti­tarlo e impermeabilizzati. Le molle sono state tutte sostituite con nuove in filo di ottone crudo ed i ventilabri del comando di nota revisionati, rettificati e tutti reimpellati con sceltissima pelle doppia, di grosso spessore. Eseguiti i sopradescritti lavori, s’è provveduto alla chiusura dei somieri, previa sostituzione di tutte le guarnizioni con nuove in pelle di agnello, sia nelle parti di aderenza, che nelle portine della secreta, per una perfetta tenuta dell’aria.

4) Meccanica di trasmissione: i pomelli di comando dei registri sono stati ripuliti e restaurati e le catenacciature di riduzione sia delle note, che dei registri, accurata­mente restaurate.

Tutti i catenacci sono stati disossidati e trattati con olio antiruggine traspa­rente. I tiranti tastiera-somjere e tastierapedaliera sono stati sostituiti con nuovi in ottone e si è provveduto a rendere il funzionamento del complesso il piu’ silenzioso possibile.

5) Fonica:

a) Canne di metallo: tutte le canne originali sono state attentamente riordinate nell’intento di ricomporre ogni singola fila secondo lo schema fonico d’origine, eliminando così deleteri effetti delle manomissioni intervenute in epoca passata. Successivamente sono state accuratamente lavate e restaurate ove necessario, avendo cura che le qualità foniche d’origine non venissero alterate.

 

Si è provveduto, ove necessario, a rettificare la forma dei piedi e dei corpi, a saldare i bordi staccati e tagliati, e ad eliminare in genere tutti i danni causati dal tempo e dalle manomissionj. Tutte le parti delle canne di facciata colpite dal cancro dello stagno sono state rimosse e sostituite con tasselli di metallo nuovo, mentre sono state ricostruite nuove tutte le canne irrestaurabili o mancanti, dopo attento esame delle caratteristiche, delle scale di misura e del tipo di materiale usati in origine, ricavando tali dati dalle canne integre.

b) Canne di legno: sono state accuratamente ripulite e restaurate, e tutti i bordi aperti e incollati con colla a caldo, secondo la tecnica originale.

6) Manticeria: i due mantici a libro, una volta aperti, sono stati riparati nelle fessure e nei fori del tarlo, trattate con sostanze anti-tarlo e impermeabilizzati. Si è inoltre provveduto al totale reimpello, con l’impiego di pelle di montone di prima scelta, come le valvole di ingresso dell’aria, ed alla riparazione delle condutture d’aria di collegamento tra mantici e somieri.

7) Elettroventilatore: è stato fornito e messo in opera un nuovo elettroventilatore con sordina, in grado di fornire un’erogazione d’aria stabile e abbondante, e di sopperire a qualsiasi richiesta. E’ stato posto entro una cassa costruita con pannello di legno sfibrato e foderata interamente con materiale diacustico per assicurare il massimo di silenziosità e ridurre il fruscio dell’aria.

 

Il  ventilatore è stato collegato all’impianto di distribuzione mediante uno speciale elemento di giunzione flessibile, al fine di isolare qualsiasi vibrazione. L’aggiunta del ventilatore è stata eseguita in modo da non precludere l’attuale funzionamento manuale dei mantici, che resterà intatto nella sua struttura e funzionalità.

8) Panca per l’Organista: si è realizzata una nuova panca per l’organista, in sostituzione di quella originale, - andata perduta.

9) Cassa di risonanza: dopo averla restaurata nelle sue parti mancanti e danneggiate si e provveduto a realizare una parte di fondo dell’organo, costruita in legno di abete indispensabile alla funzione di “cassa armonica” che ha l’attuale cassa in cui èracchiuso lo strumento. Si è provveduto, altresì, al consolidamento di tutte le parti strutturali e di sostegno del somiere.

10) Trasporto ed innalzamento dei materiali, rimontaggio dello strumento, intona­zione, armonizzazione dei registri e accordatura generale. Trasporto e innalzamento:

una volta ultimati i lavori di restauro in laboratorio a Padova, tutte le parti dell’organo sono state accuratamente imballate e trasportate a mezzo camion nella chiesa, dove si è provveduto all’innalzamento a piano cantoria per il montaggio.

b)   Rimontaggio dello strumento: tutti gli elementi componenti lo strumento sono stati rimontati a regola d’arte. Si è provveduto al collegamento delle condutture dell’aria con nuova pelle di agnello, all’allacciamento della meccanica, alla messa in fase di tutti i congegni di comando e di movimento. E’ stato eseguito successivamen­te una verifica generale per l’accertamento del perfetto funzionamento di tutte le parti e alla regolazione della pressione d’aria.

c)  Intonazione e accordatura: si è provveduto all’intonazione di tutte le canne restaurate e di quelle ricostruite, secondo i criteri in uso nell’epoca. Questo lavoro si è svolto con la massima cura badando a non alterare, benchè minimamente, le caratteristiche d’origine, ma semplicemente a farle riaffiorare senza forzatura alcu­na. Particolarmente curata è stata l’armonizzazione dello strumento così come l’accordatura fatta “in tondo”, secondo le regole dell’organaria classica, a tempera­mento inequabile.

 

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